Comunicazioni del Dirigente

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Preambolo

La legge 107/2015, all’art. 1 c. 14.4, ridefinisce il percorso di costruzione del Piano dell’Offerta Formativa delle istituzioni scolastiche autonome, consegnando al Dirigente Scolastico l’onere di delineare gli indirizzi generali delle attività didattiche e delle scelte gestionali e amministrative, sulla base dei quali il Collegio dei Docenti elaborerà il Piano triennale: “Il piano è elaborato dal Collegio dei Docenti sulla base degli indirizzi per le attività della scuola e delle scelte di gestione e di amministrazione definiti dal dirigente scolastico. Il piano è approvato dal Consiglio d’Istituto”.

A ben vedere, il comma 14.4 della Buona Scuola conduce a compimento il processo di autonomia delle istituzione scolastiche, e di conseguente assunzione di responsabilità degli attori coinvolti, avviato nel lontano 1997 con la legge 59 del ministro Bassanini.

Dopo la Bassanini, il d.leg. 59/98 infatti recitava:

  • 2: “Il dirigente scolastico assicura la gestione unitaria dell'istituzione, ne ha la legale rappresentanza, è responsabile della gestione delle risorse finanziarie e strumentali e dei risultati del servizio. Nel rispetto delle competenze degli organi collegiali scolastici, spettano al dirigente scolastico autonomi poteri di direzione, di coordinamento e di valorizzazione delle risorse umane. In particolare il dirigente scolastico organizza l'attività scolastica secondo criteri di efficienza e di efficacia formative ed è titolare delle relazioni sindacali”.
  • 3: “Nell'esercizio delle competenze di cui al comma 2 il dirigente scolastico promuove gli interventi per assicurare la qualità dei processi formativi e la collaborazione delle risorse culturali, professionali, sociali ed economiche del territorio, per l'esercizio della libertà di insegnamento, intesa anche come libertà di ricerca e innovazione metodologico-didattica, per l'esercizio della libertà di scelta educativa delle famiglie e per l'attuazione del diritto all'apprendimento da parte degli alunni”.
  • 4: “Nell'ambito delle funzioni attribuite alle istituzioni scolastiche, spetta al dirigente l'adozione dei provvedimenti di gestione delle risorse e del personale”.

Il D.P.R. 275/99, che finalmente istituiva l’autonomia delle istituzioni scolastiche, introduceva il Piano dell’Offerta Formativa, che veniva così delineato:

  • 1: “Le istituzioni scolastiche sono espressione di autonomia funzionale e provvedono alla definizione e alla realizzazione dell'offerta formativa (…)“.
  • 5, c. 1: “Le istituzioni scolastiche adottano, anche per quanto riguarda l'impiego dei docenti, ogni modalità organizzativa che sia espressione di libertà progettuale e sia coerente con gli obiettivi generali e specifici di ciascun tipo e indirizzo di studio, curando la promozione e il sostegno dei processi innovativi e il miglioramento dell’offerta formativa”.

Infine, il d.leg. 165/2001 definiva in maniera organica la responsabilità del dirigente della scuola autonoma, nel quadro dei principi costituzionali che governano l’azione delle amministrazioni pubbliche:

Art. 2, c. 1: “Le amministrazioni pubbliche definiscono, secondo princìpi generali fissati da disposizioni di legge e, sulla base dei medesimi, mediante atti organizzativi secondo i rispettivi ordinamenti, le linee fondamentali di organizzazione degli uffici”.

Art. 5. 1: “Le amministrazioni pubbliche assumono ogni determinazione organizzativa al fine di assicurare l'attuazione dei princìpi di cui all'articolo 2, comma 1, e la rispondenza al pubblico interesse dell'azione amministrativa”.

Art. 25, c. 3: “ Nell'esercizio delle competenze di cui al comma 2, il dirigente scolastico promuove gli interventi per assicurare la qualità dei processi formativi e la collaborazione delle risorse culturali, professionali, sociali ed economiche del territorio, per l'esercizio della libertà di insegnamento, intesa anche come libertà di ricerca e innovazione metodologica e didattica, per l'esercizio della libertà di scelta educativa delle famiglie e per l'attuazione del diritto all'apprendimento da parte degli alunni”.

La facoltà di indirizzo del Dirigente Scolastico interpreta perciò la ratio di un processo di devoluzione di responsabilità dalle istituzioni scolastiche centrali a quelle periferiche e autonome, che data ormai quasi un ventennio.

Tale processo di responsabilizzazione non investe la sola figura dei dirigente ma si distribuisce in maniera diffusa su ciascun membro della comunità scolastica, autore e attore insieme di processi molteplici e complessi che hanno come fine il miglioramento degli apprendimenti e della competenze delle nuove generazioni e, in ultima istanza, lo sviluppo materiale e morale del territorio e della nazione.

In questa prospettiva la legge 107/2015 della Buona Scuola, portando a compimento l’autonomia scolastica, diventa l’opportunità di una sfida appassionante per tutte le professionalità della scuola, chiamate certo a rispondere dei processi avviati nell’istituzione ma pure riscattate dalla passività esecutoriale di un organismo fatto di circolari e programmi ministeriali. La scuola diventa ora un luogo aperto alle intuizioni, all’entusiasmo, alla voglia di fare e di scommettersi di professionisti seri e responsabili che concorrono tutti a obiettivi di cultura, formazione e organizzazione funzionale: un meccanismo complesso che, come nello storico apologo di Menenio Agrippa, può funzionare solo quando tutte le sue parti lavorano in sintonia e accordo.

 

 

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