Comunicazioni del Dirigente

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Contesto

L’istituto “Elio Vittorini”, con le sedi staccate del “Gorgia” a Lentini e dello Scientifico a Francofonte,  è collocato in un bacino di complessa incidenza economica, con un settore primario legato all’agricoltura, caratterizzato dalla presenza di prodotti agricoli di pregio, una volta aperti a vaste prospettive di mercato ma che oggi risentono dello storico riflusso commerciale che investe alcune coltivazioni tradizionali; a questo si aggiungono le tipiche contraddizioni delle società meridionali, con la persistenza di ampi settori di disagio aggravati dalla crisi degli ultimi anni, da flussi immigratori endemici che non hanno ancora dato luogo a forme compiute di integrazione, con il proliferare di forme di devianza giovanile che investono appieno i contesti in cui si muove la scuola.

Le contraddizioni del quadro economico sociale si riflettono nella struttura dell’istituto, con settori liceali caratterizzati da ESCS medio alto che consentono una certa interlocuzione con le famiglie e il ricco associazionismo locale, e altri settori che appaiono gravati invece da un ESCS più problematico e che manifestano un minore livello di partecipazione delle famiglie, anche se non danno luogo a fenomeni evidenti di dispersione scolastica.

I parametri che definiscono gli esiti di apprendimento, come rilevato dalle prove standardizzate nazionali, conducono a livelli equiparabili con le medie di riferimento, pur tenendo conto di lievi differenze tra gli indirizzi.

Si rilevano tuttavia ampi fenomeni di sfiducia nei confronti dell’istituzione scolastica in famiglie, pur di estrazione borghese come normale nell’utenza liceale, che inevitabilmente si riverberano sugli studenti. Il fenomeno si manifesta nella crescente conflittualità tra famiglie, studenti e personale della scuola, non solo docente, indice di un crollo di fiducia nella capacità della scuola di essere veicolo di formazione e successo sociale; e si manifesta, a Lentini con dimensioni di particolare gravità, nella disaffezione delle famiglie al pagamento del contributo scolastico che finanzia importanti capitoli dell’arricchimento dell’offerta formativa. Non c’è solo il rischio concreto di impoverire la formazione degli alunni di aspetti importanti quali il lettorato di lingua inglese, il teatro e tutte le altre attività che abbisognano di esperti esterni, le visite didattiche: c’è ancor più il rilievo preoccupante di un esteso qualunquismo che si diffonde nel sentire generale e di un davvero pericoloso screditamento delle istituzioni dello Stato, se non dello Stato stesso, percepiti come inutili e irrilevanti, e del venir meno del senso comunitario di compartecipazione al bene comune e allo stesso interesse dei figli.

Davanti a tale sconfortante realtà pende sulla Scuola, e sui docenti in particolare, la responsabilità etica di ricostituire il senso del Patto Statale come società di mutuo soccorso, che investe ciascuno di diritti e doveri, mettendo in chiaro come il diminuire del senso di partecipazione inevitabilmente conduce alla riduzione dei diritti, delle opportunità e della libertà di tutti.

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