{"id":140,"date":"2021-02-10T19:23:00","date_gmt":"2021-02-10T18:23:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liceovittorinigorgia.edu.it\/blog\/?p=140"},"modified":"2021-02-11T17:03:47","modified_gmt":"2021-02-11T16:03:47","slug":"giorno-del-ricordo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liceovittorinigorgia.edu.it\/blog\/2021\/02\/10\/giorno-del-ricordo\/","title":{"rendered":"Giorno del ricordo:                 in memoria delle vittime delle foibe"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>&lt;&lt;<em>La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale &#8220;Giorno del ricordo&#8221; al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle<a href=\"https:\/\/www.treccani.it\/vocabolario\/foiba\/\"> foibe<\/a>, dell&#8217;esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della pi\u00f9 complessa vicenda del confine orientale<\/em>&gt;&gt;. E&#8217;quanto sancito dall&#8217;articolo n. <a href=\"https:\/\/www.gazzettaufficiale.it\/eli\/id\/2004\/04\/13\/004G0110\/sg#:~:text=1.-,1.,complessa%20vicenda%20del%20confine%20orientale.\">1 della legge del &nbsp;30 marzo 2004 n. 92<\/a>, detta anche &#8220;legge Menia&#8221;, dal nome del deputato triestino Roberto Menia, che l&#8217;aveva proposta.<\/p>\n\n\n\n<p>Dunque dal 2005 il 10 febbraio di ogni anno \u00e8 solennit\u00e0 civile nazionale per l&#8217;Italia, che nel <em>Giorno del ricordo<\/em> fa memoria dell&#8217;esodo giuliano dalmata e del massacro delle foibe che colp\u00ec gli italiani dell&#8217;Istria, di Fiume, e della Dalmazia, nel secondo dopoguerra.<\/p>\n\n\n\n<p>La data prescelta si lega al 10 febbraio del 1947, giorno in cui &nbsp;furono firmati i <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Trattati_di_Parigi_(1947)\">trattati di pace di Parigi<\/a>, che assegnavano alla&nbsp;Jugoslavia&nbsp;l&#8217;Istria, il&nbsp;Quarnaro, la citt\u00e0 di&nbsp;Zara&nbsp;con la sua&nbsp;provincia&nbsp;e la maggior parte della&nbsp;Venezia Giulia, in precedenza facenti parte dell&#8217;Italia.<\/p>\n\n\n\n<p>I Balcani furono ancora una volta&nbsp; teatro di scontro fra forze politiche ed etniche opposte, di nazionalismi che da secoli combattevano ora per il dominio sul mare ora per vendicare soprusi e violenze, innescando una spirale di morte che ha travolto uomini, donne, bambini \u2026 innocenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Per ricostruire la storia del <a href=\"https:\/\/www.focus.it\/cultura\/storia\/che-cosa-furono-i-massacri-delle-foibe\">massacro delle foibe <\/a>\u00a0bisogna andare al 1943, anno in cui il regime fascista volgeva al suo definitivo crollo con lo scioglimento del partito e \u00a0la resa dell&#8217;8 settembre. Anche le forze militari erano ormai allo stremo e nel caos: i nemici diventavano alleati e gli amici si trasformavano in nemici. \u00a0E&#8217; in questo momento che Josip Broz, meglio conosciuto come <a href=\"https:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/tito\/#:~:text=%2D%20Pseudonimo%20dell'uomo%20politico%20e,%2C%201892%20%2D%20Lubiana%201980).&amp;text=Capo%20del%20governo%20della%20nuova,rottura%20definitiva%20con%20l'URSS.\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/tito\/#:~:text=%2D%20Pseudonimo%20dell'uomo%20politico%20e,%2C%201892%20%2D%20Lubiana%201980).&amp;text=Capo%20del%20governo%20della%20nuova,rottura%20definitiva%20con%20l'URSS.\">Tito<\/a>, mette in atto il suo progetto di vendetta contro gli italiani considerati indistintamente colpevoli di aver amministrato con durezza e violenza i territori occupati nei Balcani. L&#8217;ondata di cieca violenza colp\u00ec anche i civili e fu perpetrata sino al 1947. I condannati venivano infoibati cio\u00e8\u00a0 gettati, vivi o morti, nelle foibe ovvero conche profonde sul cui fondo si apre un inghiottitoio, tipica cavit\u00e0 presente nel territorio istriano. \u00a0Si contano circa \u00a020.000 morti e 250.000 esuli italiani, costretti a lasciare le loro case. Ma anche sui numeri oggi non vi sono dati certi\u00a0 e definitivi.<\/p>\n\n\n\n<p>Una vicenda, questa, di cui per molti anni non si \u00e8 parlato e che rischiava di scivolare ingiustamente nell&#8217;oblio. La caduta del muro di Berlino (1989) con la conseguente caduta del regime comunista sovietico ha incoraggiato la rimozione della coltre di silenzio.<\/p>\n\n\n\n<p>A rendere nota la tragica deportazione e l&#8217;eccidio degli italiani nei Balcani furono anche le visite alle foibe dei presidenti della Repubblica Italiana &nbsp;Francesco Cossiga &nbsp;e Oscar Luigi Scalfaro che&nbsp; si &nbsp;recarono al sacrario di Basovizza rispettivamente nel 1991 e 1993, per chiedere perdono del silenzio durato cinquant\u2019anni. &nbsp;Inoltre bisogna riconoscere l&#8217;importanza del lavoro svolto &nbsp;dall<a href=\"http:\/\/www.federesuli.org\/chi-siamo\/associazione-nazionale-venezia-giulia-e-dalmazia\/\">&#8216;Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia<\/a>, fondata gi\u00e0 nel 1947 dagli esuli istriani, fiumani e dalmati, al fine di conservare la memoria dei drammi che furono costretti a vivere.<\/p>\n\n\n\n<p>I sopravvissuti riuniti nell&#8217;ANVGD considerano il Giorno del Ricordo come un momento di riflessione per tutta la Nazione, &lt;&lt;in cui le parole foibe ed esodo istriano, fiumano e dalmata vengono ravvivate nel loro significato pi\u00f9 drammaticamente profondo ma nel contempo in una fiduciosa prospettiva per il futuro&gt;&gt; . Con questo spirito l&#8217;associazione ha collaborato per la realizzazione del film-documentario&nbsp;<em><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=7uasNes7EjY\">Il sorriso della Patria,<\/a><\/em> prodotto dall&#8217;Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della societ\u00e0 contemporanea &#8220;Giorgio Agosti&#8221;&nbsp;di Torino. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><em>Dopo tanto dolore servono parole e gesti di speranza, che sappiano rompere la catena di odio e inaugurare tempi nuovi di fratellanza e amicizia fra i popoli. A tal fine \u00a0concludiamo riportando la <a href=\"https:\/\/www.quirinale.it\/elementi\/52109\"><em>dichiarazione<\/em><\/a> che oggi, in occasione del Giorno del Ricordo, \u00a0ha rilasciato il Presidente\u00a0Mattarella: <\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u00ab<em>Le sofferenze, i lutti, lo sradicamento, l\u2019esodo a cui furono costrette decine di migliaia di famiglie nelle aree del confine orientale, dell\u2019Istria, di Fiume, delle coste dalmate sono iscritti con segno indelebile nella storia della tragedia della Seconda Guerra Mondiale e delle sue conseguenze.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Nel Giorno del Ricordo, che la Repubblica ha voluto istituire, desidero anzitutto rinnovare ai familiari delle vittime, ai sopravvissuti, agli esuli e ai loro discendenti il senso forte della solidariet\u00e0 e della fraternit\u00e0 di tutti gli italiani. I crimini contro l\u2019umanit\u00e0 scatenati in quel conflitto non si esaurirono con la liberazione dal nazifascismo, ma proseguirono nella persecuzione e nelle violenze, perpetrate da un altro regime autoritario, quello comunista.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Tanto sangue innocente bagn\u00f2 quelle terre. L\u2019orrore delle foibe colpisce le nostre coscienze. Il dolore, che provoc\u00f2 e accompagn\u00f2 l\u2019esodo delle comunit\u00e0 italiane giuliano-dalmate e istriane, tard\u00f2 ad essere fatto proprio dalla coscienza della Repubblica. Prezioso \u00e8 stato il contributo delle associazioni degli esuli per riportare alla luce vicende storiche oscurate o dimenticate, e contribuire cos\u00ec a quella ricostruzione della memoria che resta condizione per affermare pienamente i valori di libert\u00e0, democrazia, pace.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Le sofferenze patite non possono essere negate. Il futuro \u00e8 affidato alla capacit\u00e0 di evitare che il dolore si trasformi in risentimento e questo in odio, tale da impedire alle nuove generazioni di ricostruire una convivenza fatta di rispetto reciproco e di collaborazione.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Ogni comunit\u00e0 custodisce la memoria delle proprie esperienze pi\u00f9 strazianti e le proprie ragioni storiche. E\u2019 dal riconoscimento reciproco che riparte il dialogo e l\u2019amicizia, tra le persone e le culture.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Si tratta di valori che abbiamo voluto riaffermare con il Presidente della Repubblica di Slovenia, Borut Pahor, che ringrazio ancora per l\u2019incontro e le iniziative del luglio scorso (foto 1), in occasione della firma del protocollo d\u2019intesa per la restituzione del Narodni Dom alla minoranza linguistica slovena in Italia.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Da questi valori discendono progetti altamente apprezzabili come la scelta di fare di Gorizia e Nova Gorica, congiuntamente, capitale della cultura europea 2025.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Atti di alto significato simbolico che dimostrano una volta di pi\u00f9 come la integrazione di italiani, sloveni e croati nell\u2019Unione Europea abbia aperto alle nostre nazioni orizzonti di solidariet\u00e0, amicizia, collaborazione e sviluppo. Il passato non si cancella. Ma \u00e8 doveroso assicurare ai giovani di queste terre il diritto a un avvenire comune di pace e di prosperit\u00e0.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>La ferma determinazione di Slovenia, Croazia e Italia di realizzare una collaborazione sempre pi\u00f9 intensa nelle zone di confine costituisce un esempio di come la consapevolezza della ricchezza della diversit\u00e0 delle nostre culture e identit\u00e0 sia determinante per superare per sempre le pagine pi\u00f9 tragiche del passato e aprire la strada a un futuro condiviso\u00bb.<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"647\" height=\"368\" src=\"https:\/\/www.liceovittorinigorgia.edu.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/image-1.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-142\" srcset=\"https:\/\/www.liceovittorinigorgia.edu.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/image-1.png 647w, https:\/\/www.liceovittorinigorgia.edu.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/image-1-300x171.png 300w\" sizes=\"(max-width: 647px) 100vw, 647px\" \/><figcaption>FOTO N. 1 <\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>13 LUGLIO 2020. Un gesto storico:  il presidente della Repubblica italiana&nbsp;Sergio Mattarella&nbsp;e il presidente della Repubblica di Slovenia&nbsp;Borut Pahor&nbsp;si tengono per mano a Trieste davanti alla foiba di Basovizza. Lo fanno dopo aver deposto una corona di fiori nel luogo dove i partigiani jugoslavi scaraventarono nel 1945 duemila nostri connazionali. Restano un minuto in silenzio cos\u00ec, sotto il sole di luglio. \u00c8 un segno potente, spontaneo e fuori dal protocollo, che prova a sanare una ferita lunga oltre settant&#8217;anni. (Fonte: <a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/politica\/2020\/07\/13\/news\/mattarella_visita_storica_a_trieste_visita_alla_foiba_di_basovizza_con_il_presidente_sloveno_pahor-261801270\/\">La Repubblica<\/a>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&lt;&lt;La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale &#8220;Giorno del ricordo&#8221; al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell&#8217;esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della pi\u00f9 complessa vicenda del confine orientale&gt;&gt;. 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