{"id":1599,"date":"2023-02-21T17:10:52","date_gmt":"2023-02-21T16:10:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liceovittorinigorgia.edu.it\/blog\/?p=1599"},"modified":"2023-02-21T17:10:53","modified_gmt":"2023-02-21T16:10:53","slug":"sentinella-quanto-resta-della-notte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liceovittorinigorgia.edu.it\/blog\/2023\/02\/21\/sentinella-quanto-resta-della-notte\/","title":{"rendered":"\u201cSENTINELLA, QUANTO RESTA DELLA NOTTE?\u201d"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"500\" height=\"339\" src=\"https:\/\/www.liceovittorinigorgia.edu.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/WhatsApp-Image-2023-02-21-at-14.14.45.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1600\" srcset=\"https:\/\/www.liceovittorinigorgia.edu.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/WhatsApp-Image-2023-02-21-at-14.14.45.jpeg 500w, https:\/\/www.liceovittorinigorgia.edu.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/WhatsApp-Image-2023-02-21-at-14.14.45-300x203.jpeg 300w\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><figcaption>&#8230; e poi? non come arriva ma quanto resta della notte\u2026!<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Scrivere un articolo mentre fuori incombe il pericolo di una guerra atomica non \u00e8 facile, qualsiasi cosa si voglia dire o scrivere risulta essere fuori tempo, fuori contesto, quasi inutile rispetto alla drammaticit\u00e0 e all\u2019imprevedibilit\u00e0 di una guerra in atto.<\/p>\n\n\n\n<p>La difficolt\u00e0 principale \u00e8 data dal fatto di trovarci in piena \u201cnotte\u201d e quando ci si trova nella \u201cnotte\u201d una sola \u00e8 la domanda del cuore umano: \u00abOracolo sull&#8217;Idumea. Mi gridano da Seir: &#8220;Sentinella, quanto resta della notte? Sentinella, quanto resta della notte?&#8221;. La sentinella risponde: &#8220;Viene il mattino, poi anche la notte; se volete domandare, domandate, convertitevi, venite!&#8221;\u00bb (Is 21,11-12).<\/p>\n\n\n\n<p>La nostra vita, il nostro vivere essendo un continuo divenire ed esistere esperienziale \u00e8 sempre un\u2019\u201cesistenza implicita\u201d, mai \u201cesplicita\u201d, mai pienamente compiuta, definitiva, pienamente felice, ma sempre bisognosa di essere ricompresa, di essere valutata, un\u2019esistenza in cui inevitabilmente ci chiediamo sempre \u201cquanto resta della notte\u201d, interrogativo che ci poniamo davanti alle notti della nostra vita.<\/p>\n\n\n\n<p>In&nbsp; questo passo del profeta Isaia, la risposta della sentinella alla domanda \u201cquanto resta della notte?\u201d &nbsp;\u00e8 enigmatica e sembra rimandare a quella continua ricerca del senso della nostra vita e del nostro esserci nel mondo: il senso della vita \u00e8 nella ricerca stessa del senso, la risposta \u00e8 nel continuo domandare data l\u2019incompiutezza e &nbsp;l\u2019\u201cesistenza implicita\u201d della nostra vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi, di fronte alla guerra in atto siamo ancora in grado di domandare? Uccisa la sentinella, \u00e8 morto il gesto antropologico del \u201cdomandare\u201d. Di fronte alla \u201cnotte\u201d calata con la guerra, mancano le domande. Con la cristi delle certezze e dei fondamenti, non essendoci pi\u00f9 un senso-fondamento della realt\u00e0, viviamo nell\u2019incapacit\u00e0 di chiederci il perch\u00e9, non della guerra che non ha un senso, ma della vita. Senza domande sul senso e sul perch\u00e9 della vita qualsiasi risposta armata \u00e8 lecita in quanto questa non risponde, appunto, a nessuna domanda sulla vita: non essendoci un senso della vita, qualsiasi vissuto, persino una guerra, se giustificata, \u00e8 lecita. La guerra diventa forma di vita, riempie quel vuoto di senso secondo la logica del pi\u00f9 forte che impone un proprio senso alla vita e alla storia. Il pericolo consiste dunque, non solo nel fatto che il non senso e l\u2019irrazionalit\u00e0 della guerra prevalgano sulla vita, ma che attraverso la ricerca delle sue ragioni-giustificazioni, attraverso un nostro schierarci, cadiamo nell\u2019illusione di rimedi facili e di scorciatoie per uscire dalla notte:\u00abRitornando ora all\u2019oracolo di Isaia, e preso atto che esso parla di notte, e di notte fonda, dobbiamo ancora soggiungere che esso non lascia grandi speranze ai suoi interpellanti: ma con voluta ambiguit\u00e0, annunzia s\u00ec il mattino, ma anche subito il ritorno della notte. L\u2019oracolo del profeta non vuole alimentare illusioni di immediato cambiamento, e anzi invita a insistere, a ridomandare, a chiedere ancora alla sentinella, senza per\u00f2 lasciare intravedere prossimi rimedi\u00bb (Giuseppe Dossetti, <em>Sentinella, quanto resta della notte?<\/em> <em>Commemorazione di Giuseppe Lazzati nell\u2019anniversario della morte. Milano 18 maggio 1994<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p>Sentinella quanto resta della notte? Ovvero qual \u00e8 il senso della vita? Fino a quando non ritorneremo a domandare, sar\u00e0 impossibile uscire dalla notte della guerra. Se la vita, infatti, avesse un senso, la guerra, in quanto negazione di quel senso, risulterebbe insensata e invece oggi di fronte all\u2019assenza della domanda di senso, si giustifica la guerra quando questa, invece, come ci ricorda Giovanni XXIII:\u00abin un\u2019epoca come la nostra che si gloria dell\u2019energia atomica, <strong>\u00e8 fuori dalla razionalit\u00e0<\/strong> (<em>alienum est a ratione<\/em>) pensare che la guerra sia uno strumento adatto per restaurare i diritti violati\u00bb (<em>Pacem in terris<\/em>, 67). La <em>Pacem in terris<\/em>, enciclica dedicata al tema della pace, supera la distinzione classica tra guerra giusta e ingiusta (la teoria della guerra giusta), attestando la Chiesa su un rifiuto globale, nell\u2019era atomica, della guerra. Inoltre la stessa enciclica, relativizza il valore degli Stati sovrani, insistendo sulla necessit\u00e0 che si aprano alle esigenze della comunit\u00e0 internazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Soltanto la domanda sul senso della vita, su quanto resta della notte, pu\u00f2 e deve scardinare i due fondamenti teorici di ogni guerra moderna: la teoria di una guerra giusta e giustificabile e il sovranismo nazionalista che ha proprio nella \u201clogica dei confini\u201d la giustificazione di ogni futura guerra.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><em><sup>*<\/sup><\/em><em>Docente di Religione con Licenza in Teologia Morale<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scrivere un articolo mentre fuori incombe il pericolo di una guerra atomica non \u00e8 facile, qualsiasi cosa si voglia dire o scrivere risulta essere fuori tempo, fuori contesto, quasi inutile rispetto alla drammaticit\u00e0 e all\u2019imprevedibilit\u00e0 di una guerra in atto. 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