{"id":2346,"date":"2023-11-25T15:44:58","date_gmt":"2023-11-25T14:44:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.liceovittorinigorgia.edu.it\/blog\/?p=2346"},"modified":"2023-11-25T15:46:47","modified_gmt":"2023-11-25T14:46:47","slug":"liberazione-dei-corpi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liceovittorinigorgia.edu.it\/blog\/2023\/11\/25\/liberazione-dei-corpi\/","title":{"rendered":"LIBERAZIONE DEI CORPI"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"683\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.liceovittorinigorgia.edu.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/WhatsApp-Image-2023-11-23-at-18.19.14-683x1024.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2347\" srcset=\"https:\/\/www.liceovittorinigorgia.edu.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/WhatsApp-Image-2023-11-23-at-18.19.14-683x1024.jpeg 683w, https:\/\/www.liceovittorinigorgia.edu.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/WhatsApp-Image-2023-11-23-at-18.19.14-200x300.jpeg 200w, https:\/\/www.liceovittorinigorgia.edu.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/WhatsApp-Image-2023-11-23-at-18.19.14-768x1152.jpeg 768w, https:\/\/www.liceovittorinigorgia.edu.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/WhatsApp-Image-2023-11-23-at-18.19.14-1024x1536.jpeg 1024w, https:\/\/www.liceovittorinigorgia.edu.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/WhatsApp-Image-2023-11-23-at-18.19.14.jpeg 1152w\" sizes=\"(max-width: 683px) 100vw, 683px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La violenza sulle donne nasce all\u2019interno di una relazione che assume il volto di un \u201cregime disciplinare\u201d, che rende la donna un \u201ccorpo docile\u201d ovvero \u201cun corpo che pu\u00f2 essere sottomesso, che pu\u00f2 essere utilizzato, che pu\u00f2 essere  trasformato e perfezionato\u201d (M. Foucault). <\/p>\n\n\n\n<p>In una tale dinamica relazionale, la violenza si esercita attraverso \u201cil potere sul corpo della donna\u201dche, sottomesso attraverso \u201cl\u2019ortopedia disciplinare\u201d, diviene propriet\u00e0 del carnefice-sovrano: la vita di ogni individuo \u00e8 insieme zo\u00e9 (biologia, vita biologica, essere vivi) e b\u00edos (biografia, esistenza umana, avere una vita), motivo per cui l\u2019appropriazione e sottomissione della zo\u00e9, della corporeit\u00e0, pone la donna nella condizione di Homo Sacer, che \u00e8 colui rispetto al quale tutti gli uomini agiscono come sovrani.<\/p>\n\n\n\n<p> Nella lettura che ne fa il filosofo Giorgio Agamben, l\u2019Homo Sacer \u201c\u00e8 colui che ha commesso un reato e che, proprio per questo, viene espulso dalla comunit\u00e0 e bandito dalla citt\u00e0. Isolato dall\u2019esistenza civile l\u2019Homo Sacer si presenta spogliato della sua dignit\u00e0 politico\/religiosa e quindi relegato ad una mera esistenza materiale e fisica (zo\u00e9) che non pu\u00f2 pi\u00f9 tramutarsi in b\u00edos, e a causa della sua condizione di non cittadino egli non \u00e8 pi\u00f9 immolabile in sacrificio ma uccidibile da tutti\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p>La donna vittima di violenza, pur senza colpe, vive nella stessa condizione dell\u2019Homo Sacer in quanto resa colpevole dal dominatore: \u00e8 \u201cla nuda vita\u201d della donna che vive nello \u201cstato d\u2019eccezione\u201d della violenza ovvero in una situazione che comporta la sospensione del suo b\u00edos, delle sue aspirazioni, decisioni, attivit\u00e0, progetti e relazioni umane.<\/p>\n\n\n\n<p>In una \u201crelazione disciplinare\u201d il sorvegliante riduce il sorvegliato a \u201cbestia da compagnia\u201d e lo fa attraverso \u201cl\u2019isolamento\u201d e \u201cla rigida regolamentazione del vivere quotidiano\u201ddella vittima. Nel regime disciplinare \u201cla solitudine e l\u2019emarginazione della donna portano la stessa ad una condizione di dipendenza nei confronti del compagno di vita\u201d: \u201cinteriorizzando la sorveglianza\u201d, la sua vita non pu\u00f2 trasformarsi in b\u00edos ma in una drammatica accettazione di un\u2019esistenza dominata.<\/p>\n\n\n\n<p>Per uscire dal dominio del sovrano, la donna-vittima deve avere il coraggio di risorgere: la resurrezione cristiana segna \u201cil riposizionamento del corpo nella storia\u201d e ogni donna vittima  i violenza se vuole liberarsi deve lasciare il sepolcro domestico e riprendersi il proprio \u201ccorpo\u201d, liberandolo da ogni forma di dominio moralistico o tecnocratico e scrivere con esso la propria biografia libertaria ed emancipata.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIl corpo femminile\u201d non \u00e8 solo un puro dato biologico (zo\u00e9) ma \u00e8 cifra biografica (b\u00edos) dell\u2019alterit\u00e0, diversit\u00e0, specificit\u00e0, pluralit\u00e0 e libert\u00e0 percepita e vissuta dalla donna oltre gli stereotipi e le consuetudini di stampo patriarcale.<\/p>\n\n\n\n<p>La donna \u00e8 donna quando, con il suo corpo, vive ed esprime questa sua dimensione-donna liberamente, aldil\u00e0 della stessa dimensione genitale. Chi \u201csi sente\u201d donna, ma anche chi \u201csi sente\u201d gay o lesbica o transessuale, vive, deve poter vivere liberamente la sua \u201cdiversit\u00e0 esistenziale proprio attraverso quel \u201ccorpo liberato\u201d dal dominio culturale di stampo patriarcale e sessista.<\/p>\n\n\n\n<p>Solo dei \u201ccorpi liberi\u201d possono generare una relazione d\u2019amore, prendersi cura reciprocamente, vivere la diversit\u00e0 come \u201ccura\u201d e non come \u201cpaura\u201d che genera violenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><em>Prof. Nuccio Randone<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La violenza sulle donne nasce all\u2019interno di una relazione che assume il volto di un \u201cregime disciplinare\u201d, che rende la donna un \u201ccorpo docile\u201d ovvero \u201cun corpo che pu\u00f2 essere sottomesso, che pu\u00f2 essere utilizzato, che pu\u00f2 essere trasformato e perfezionato\u201d (M. Foucault). 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