﻿{"id":323,"date":"2017-02-09T18:14:54","date_gmt":"2017-02-09T17:14:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.liceovittorinigorgia.edu.it\/ilvittorini\/?p=323"},"modified":"2017-02-09T18:14:54","modified_gmt":"2017-02-09T17:14:54","slug":"intervista-al-dirigente-scolastico-prof-vincenzo-pappalardo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.liceovittorinigorgia.edu.it\/ilvittorini\/2017\/02\/09\/intervista-al-dirigente-scolastico-prof-vincenzo-pappalardo\/","title":{"rendered":"Intervista al Dirigente scolastico prof. Vincenzo Pappalardo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quale istituto ha frequentato e qual era il suo rapporto con la scuola?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Penso che mi chiediate della scuola superiore: ho frequentato il Liceo Classico del \u00a0Collegio Capizzi di Bronte, forse la pi\u00f9 antica scuola pubblica siciliana, fondata nel 1774 dopo la cacciata dei gesuiti dall\u2019isola. Quando ci sono entrato io, nel 1978, la scuola era stata da poco statalizzata e i professori erano in gran parte provenienti dal vecchio collegio privato; era un ambiente severo, paludato, distante, con il quale quella generazione di studenti anni \u201970 andava spesso allo scontro. C\u2019erano per\u00f2 ancora ragazzi che stavano in convitto, e mi \u00e8 rimasta la nostalgia di una scuola che riusciva ad occupare l\u2019intera giornata degli studenti e di molti insegnanti, con lo studio, lo sport, il cinema, le visite. E\u2019 quel modello dei <em>college<\/em> inglesi de <em>L\u2019attimo fuggente<\/em> e persino di <em>Harry Potter. <\/em>Io penso che noi italiani abbiamo liquidato troppo frettolosamente quel modello, lasciando i pomeriggi dei ragazzi nella solitudine dei rapporti virtuali del cellulare. E non \u00e8 un caso che ora il ministero, posticciamente, cerchi di dare nuovamente fiato a quel mondo, chiedendo alle scuole di restare aperte anche nelle ore pomeridiane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nella scuola che frequentava si presentavano le stesse problematiche della scuola di oggi?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se penso alle strutture, mi vengono in mente associazioni col Vittorini. Il riscaldamento, per esempio, che allora mancava a Bronte; ma noi eravamo abituati a sopportare il freddo e non ci pensavamo nemmeno mentre incontrare questi problemi oggi indigna un po\u2019, perch\u00e9 fa pensare a tante responsabilit\u00e0 di trascuratezza e mala gestione delle politiche scolastiche degli ultimi anni. L e stesse considerazioni mi vengono pensando alle dotazioni tecnologiche: in quei tempi erano inesistenti e le lezioni si sviluppavano noiosamente seguendo metodi tradizionali; oggi invece, con gli studi pedagogici che ribadiscono a chiare lettere i vantaggi dei metodi laboratoriali, e con i programmi europei che da decenni finanziano la dotazione tecnologica delle scuole, fa un po\u2019 specie notare sedi paurosamente povere di strumentazioni tecnologiche essenziali e laboratori che, pur esistenti, restano largamente sottoutilizzati. Io penso che la qualit\u00e0 degli apprendimenti possa restare gravemente danneggiata da metodiche di insegnamento obsolete, che le verifiche sperimentali della scienza pedagogica da tempo denunciano come inefficaci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se penso invece ai rapporti tra le persone che stanno a scuola, vedo grandi differenze. Io ho vissuto la scuola degli anni \u201970 e primi anni \u201980: erano tempi di rottura, di cambiamenti traumatici. Avevamo l\u2019eredit\u00e0 del \u201968 e abbiamo vissuto la \u201cpantera\u201d del \u201977. Come ho detto, io ho vissuto la realt\u00e0 di una scuola che ancora si radicava nella tradizione di un prestigioso collegio d\u2019\u00e9lite del Sette Ottocento, che non aveva ancora rinunziato, nel bene e nel male, all\u2019atmosfera di severit\u00e0 e direi sacralit\u00e0 dello studio e della formazione; perci\u00f2 l\u2019incontro col mondo giovanile era critico e conosceva anche episodi di scontro esasperato. Non tutto era oro colato, per\u00f2 questo creava anche tanta seriet\u00e0, voglia di capire e di esserci, di definire lo spazio dei diritti e i binari di un rapporto autentico con gli adulti. Da insegnante, per molti anni, non ho visto la stessa voglia di partecipazione dei ragazzi, o almeno non ho visto la stessa severit\u00e0 verso se stessi nella partecipazione. Eppure i tempi di crisi richiederebbero un\u2019attenzione sensibilissima a quanto succede nel mondo. Faccio un esempio: qualche giorno fa la scuola ha incontrato l\u2019assessore regionale alla Pubblica Istruzione. Naturalmente, casino indescrivibile! Eppure, a un certo punto, si \u00e8 parlato di alcune novit\u00e0 legislative che finalmente sbloccano borse di studio, facilitazioni per i ragazzi siciliani impegnati negli studi universitari: un argomento di immediato interesse per i ragazzi che stavano in aula, e che pensavo avrebbe creato il silenzio e le orecchie spalancate. Niente! Ora io capisco che gli adulti hanno grandi responsabilit\u00e0 nei confronti dei giovani di questa generazione, e che tante volte meritano l\u2019indifferenza del mondo giovanile; ma l\u2019indifferenza \u00e8 banalit\u00e0. Io penso che questa generazione debba riconquistare la seriet\u00e0 dell\u2019ascolto dell\u2019altro; e anche della contestazione determinata, se ci\u00f2 che si ascolta non convince. Ma anche l\u2019umilt\u00e0 di prestare attenzione a ci\u00f2 che si dice e di capire se c\u2019\u00e8 qualcosa di buono che finalmente debba essere colto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altrimenti tutto finisce nei riti balordi di qualche occupazione e di qualche manifestazione di piazza in periodi prestabiliti dell\u2019anno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3) quali sono stati i suoi maestri e i suoi punti di riferimento<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Due figure di insegnanti, paradossalmente due preti anche se di orientamento opposto. Dico per paradosso perch\u00e9 se alla fine queste esperienze mi hanno lasciato un\u2019idea raffinata del cristianesimo e il fascino irresistibile degli aspetti spirituali della cultura, hanno per\u00f2 anche sedimentato un convincimento profondamente laico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo, io ho avuto la fortuna di avere come maestri due insegnanti che sono stati anche figure di assoluto spicco della cultura italiana degli ultimi decenni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Don Ciccio Ventorino \u00e8 stato il mio professore di filosofia al liceo; a volte capita che le scelte decisive\u00a0 della vita vengano da incontri che ti trascinano. Cos\u00ec \u00e8 stato per me. Devo a lui l\u2019amore per la filosofia e il fascino per quella misteriosa alchimia che si crea nel rapporto tra il <em>magister <\/em>e il <em>discipulus<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Diceva delle cose che, d\u2019istinto, non sempre mi piacevano ma era impossibile non innamorarsi di quel mondo fantastico di ragionamenti stringenti che riusciva a creare. Con don Giussani era stato il fondatore di Comunione e Liberazione e per trent\u2019anni aveva insegnato Metafisica negli studi teologici, pubblicando volumi che sono stati punto di riferimento per quanti in Italia restano legati ad una concezione forte della Verit\u00e0. Voleva che andassi a studiare alla Cattolica e mi aveva trovato anche un appartamento a Milano; perci\u00f2 rimase deluso quando scelsi di restare a Catania.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Vedete, poco fa ho detto di tutti i limiti delle lezioni frontali, per\u00f2 non sempre questi limiti valgono. Ci sono insegnanti che sanno usare in maniera meravigliosa la parola, riuscendo a lasciare non solo informazioni ma anche entusiasmo e passione; non \u00e8 per\u00f2 un dono universale, e quei pochi che lo vantano, diventano maestri. Ciccio \u00a0Ventorino \u00e8 morto l\u2019anno scorso, e <em>Il Foglio <\/em>di Giuliano Ferrara gli dedic\u00f2 tutta una prima pagina, individuandolo come riferimento di quel cattolicesimo conservatore in cui si \u00e8 riconosciuta una larga fetta di italiani negli anni di Wojtila e della fine della Democrazia Cristiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli anni dell\u2019Universit\u00e0 ho invece incontrato Roberto Osculati, un milanesaccio che insegnava Storia del Cristianesimo. C\u2019ho messo anni a capire che, dietro l\u2019impeccabile eleganza lombarda, si nascondeva un prete critico, cresciuto a Nietzsche e Bonhoeffer, affascinato dal protestantesimo pietista e dalla demitizzazione di Bultmann. Lui mi ha insegnato molte delle cose che ancora oggi girano nella mia testa, la passione irresistibile per le culture tedesca e russa, il piacere della ricerca scientifica e il rigore delle sue regole, la difficile tecnica dello scrivere libri e la profondit\u00e0 filosofica insospettabile della grande letteratura. Roberto Osculati \u00e8 stato un grande maestro, resto legato a lui da un sentimento profondo di gratitudine e amicizia. Ora, andato in pensione, \u00e8 tornato nella nebbia della sua Monza; in primavera lo riporteremo al sole siciliano, invitandolo a Lentini per i cinquecento anni della Riforma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci sono poi i maestri che incontri nella lettura, e questi segnano fasi particolari della nostra vita. Se dovessi pensare ai pensatori che pi\u00f9 hanno influenzato la mia formazione penso al Kant della <em>Ragion Pratica,<\/em> a Nietzsche e all\u2019esistenzialismo di Heidegger.\u00a0 Ma c\u2019\u00e8 stato un periodo in cui divorato tanta letteratura, i russi soprattutto, Tolstoj e Dostevskij; e poi Garcia Marquez, Kafka, Bulgakov. Negli ultimi anni ho letto moltissimo del portoghese Saramago e del turco Pamuk, due straordinari maestri contemporanei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quali sono i suoi interessi?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho detto che mi piace leggere e pi\u00f9 ancora ricercare e scrivere. Purtroppo da quando faccio questo lavoro non riesco ad avere pi\u00f9 tempo, e mi manca il brivido che ti prende quando riesci a mettere gi\u00f9 una pagina di cose intelligenti, che riescono a riempirsi appieno della tua personalit\u00e0 e del tuo mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se invece chiedete delle mie passioni, sono attratto da tutto ci\u00f2 che \u00e8 spiritualit\u00e0 ed Oriente -resto incantato davanti alla televisione o al computer se becco immagini di\u00a0 monasteri tibetani o di caravanserragli lungo la via della seta, e non riesco a non comprare un libro che mi porti in quel mondo -; sono attratto dall\u2019alta montagna, con i suoi silenzi, i suoi freddi apparentemente senza vita e i suoi colori estremi; e infine sono attratto come un bambino da tutto ci\u00f2 a che fare con l\u2019Egitto, cos\u00ec che continuo ad andarci tutte le volte che posso (sempre negli stessi posti, mi viene rimproverato!), e a collezionare un\u2019 infinit\u00e0 di libri, dvd, papiri e cianfrusaglierie varie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nei suoi anni di insegnamento e di dirigenza che rapporto ha avuto con i ragazzi? Crede nei giovani?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ottimo! Quando scelsi di fare questo mestiere ero affascinato dai professori che vedevo nel mio collegio, alcuni dei quali passavano ancora giornate intere con i ragazzi e i convittori interni. Ho sempre pensato che la scuola consenta il privilegio enorme di avere a che fare con le cose pi\u00f9 belle della vita, l\u2019entusiasmo e la vitalit\u00e0 dei giovani e poi \u00a0la cultura, l\u2019arte, la scienza. So che molti insegnanti hanno perso questa consapevolezza e questo spiega un bel po\u2019 la crisi della scuola; per\u00f2 io, per esempio, non avrei mai potuto fare il medico, passando la vita in compagnia della malattia e della morte. Da preside purtroppo, il tempo da dedicare ai ragazzi diminuisce, e questo per uno come me non \u00e8 solo un rammarico ma una sofferenza. Perci\u00f2 utilizzo le attivit\u00e0 culturali, le conferenze, le visite per tornare a passare un po\u2019 di tempo con voi e magari tornare a parlare di storia, di letteratura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei giovani bisogna credere, perch\u00e9 la storia va avanti con le nuove generazioni. Devo dire per\u00f2 di essere un po\u2019 preoccupato: il flusso di progresso che ha caratterizzato con un moto proprio la modernit\u00e0 dell\u2019occidente sembra essersi interrotto e i nostri ragazzi rischiano un mondo ostile, dove anche l \u2018aiuto dei genitori pian piano verr\u00e0 meno. Da qualche periodo non ho pi\u00f9 il polso quotidiano dei ragazzi; negli ultimi anni in cui ho insegnato, non vedevo per\u00f2 grande consapevolezza del problema, n\u00e9 la voglia di sbracciarsi e combattere per se stessi che in questi tempi ci vorrebbe. Vedevo purtroppo ancora i postumi dell\u2019esangue svilimento dell\u2019intelligenza che ha caratterizzato\u00a0 l\u2019ultimo ventennio <em>televisivo<\/em> dell\u2019Italia. Spero che qualcosa cominci a cambiare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Anche per questo insisto sulla faccenda del contributo e ho aperto la strada dell\u2019autofinanziamento per l\u2019acquisto dei climatizzatori. Vedo in questo non solo la possibilit\u00e0 di risolvere in maniera concreta difficolt\u00e0 che altrimenti non avrebbero soluzione ma anche la positivit\u00e0 educativa di instillare in voi ragazzi il convincimento che i problemi non si risolvono con miracoli che calano dall\u2019alto, che bisogna cominciare ad adoperarsi spendendo in prima persona sforzo, sacrificio, comune solidariet\u00e0. Perch\u00e9 in caso contrario dovremmo rassegnarci a perdere benefici e servizi che, troppo banalmente, consideriamo naturali e dovuti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Devo dire che, in una recente riunione avuta con i rappresentanti di classe del polivalente su questo problema, ho visto una sorprendente consapevolezza dei ragazzi e la determinazione ad intervenire. E\u2019 una cosa che mi ha positivamente sorpreso. Immaginavo di trovare facce distratte e scettiche, tipiche dei ragazzi degli ultimi anni; e invece ho visto facce serie e determinate. Un gran bel segnale! Confortante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Avrebbe mai pensato di dirigere una scuola? Come si sta trovando?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A dire il vero no. Quando finii gli studi universitari, per qualche anno sono rimasto all\u2019universit\u00e0, a fare ricerca. \u00a0Cominciai ad insegnare a trent\u2019anni, e per alcuni anni mi sono diviso tra la scuola e l\u2019universit\u00e0. La carriera di dirigenza si \u00e8 presentata per caso, con un concorso fatto per scommessa con se stessi. Certo, il preside fa un lavoro diverso, alle prese con l\u2019amministrazione, la burocrazia; per\u00f2 \u00e8 un lavoro che finalmente consente di costruire la scuola come per anni si \u00e8 pensato debba essere, con le sue regole certo, ma anche con il suo stile di rapporti, con i suoi obiettivi di formazione, con le sue prospettive di cultura nel territorio, insomma con il modello di giovani entusiasti del piacere di vivere la propria et\u00e0 e di farlo accompagnandosi con le grandi idee, le grandi scoperte e la grande arte del genio umano. Che \u00e8 una cosa che tutti dobbiamo imparare a considerare come l\u2019impareggiabile fortuna che abbiamo avuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lei trascorre molte ore a scuola. Riesce nonostante gli impegni di lavoro, a praticare degli hobby?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Domanda che mette il dito nella piaga! Questo \u00e8 un lavoro che impegna per intero le giornate, e che non ti consente di tornare la sera a casa e a pensare ad altro. Devo dire che Lentini ha poi una sua complessit\u00e0 che non ho riscontrato nella precedente sede di Pachino, e che perci\u00f2 impegna molte energie. Mi accorgo che da quando faccio questo lavoro riesco a leggere molto meno, e questo mi rammarica perch\u00e9 capisco che \u00e8 una cosa che mi impoverisce. L\u2019hobby che mi ha sempre rilassato \u00e8 stata la montagna, le passeggiate nei sentieri lontani dalla folla. Dalle mie parti, ce ne sono di bellissimi sull\u2019Etna e soprattutto sui Nebrodi. Fino a qualche anno fa passavo cos\u00ec i giorni liberi, zaino in spalla e scarponi. Oggi le passeggiate sono diventate un lusso: i giorni liberi, quando ci sono, passano a sbrigare le tante faccende familiari che nel frattempo si sono accumulate; e a smaltire la stanchezza. Ciononostante resto un gran camminatore e, in primavera, far\u00f2 in modo di coinvolgere anche voi, ragazzi lentinesi pi\u00f9 abituati al mare e alla campagna, in passeggiate educative che vi familiarizzino con il mondo della montagna e le sue bellezze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Alcune famiglie hanno dimostrato diffidenza nei confronti del contributo scolastico da versare a scuola. Secondo lei da cosa scaturisce<\/strong>?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Devo dire che questa per me \u00e8 stata una sgradevole sorpresa. Il contributo scolastico \u00e8 uno strumento consentito dalla legge nelle scuole superiori \u2013 che non godono del principio di assoluta gratuit\u00e0 previsto per le scuole dell\u2019obbligo \u2013 allo scopo di finanziare alcune attivit\u00e0 complementari, che tuttavia costituiscono un arricchimento essenziale della formazione degli studenti. In tutte le realt\u00e0 che conosco, nella Sicilia Orientale, il contributo ha una consistenza assai maggiore rispetto a quella richiesta a Lentini e viene versato con fiducia dalle famiglie. A Lentini ho scoperto grande diffidenza e non conoscenza delle voci di spesa finanziate con quel contributo. E questo mi ha costretto a un precipitoso tentativo di recupero, che magari qualche volta ha creato frizione con alcuni genitori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io non credo che le famiglie informate e consapevoli abbiano difficolt\u00e0 ad investire trenta, o anche quaranta, cinquanta euro l\u2019anno nella formazione dei figli.\u00a0 C\u2019\u00e8 evidentemente da ricostruire un rapporto di fiducia, fatto di assoluta trasparenza delle finalit\u00e0 e di rendicontazione delle spese effettuate. Sar\u00e0 un lavoro forse lungo ma indispensabile, perch\u00e9 credo che gli studenti del Vittorini abbiano il diritto di avere la medesima ricchezza di formazione dei compagni delle altre scuole siciliane e italiane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quali modifiche vorrebbe attuare per migliorare il sistema scolastico? Qual \u00e8 la sua scuola ideale?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sistema scolastico, soprattutto nella sua fascia superiore, ha bisogno di tornare ad essere credibile per alunni e famiglie. Per decenni, mentre il mondo correva ed entrava nella terza e quarta rivoluzione industriale, la scuola \u00e8 rimasta immobile, ripetendo stancamente i suoi riti; finendo con l\u2019apparire agli occhi degli studenti, e purtroppo anche di molte famiglie, un purgatorio di sofferenze inutili, da attraversare pazientemente in\u00a0 attesa degli studi universitari e del lavoro, dove finalmente era dato accedere alle cose \u201cutili\u201d della vita (<em>che me ne faccio, a che mi serve? <\/em>sono domande frequenti di chi studia). Credo che in questo abbia pesato anche il retaggio idealista e cattolico dell\u2019Italia del \u2018900, con l\u2019inclinazione a spostare eccessivamente il focus sugli aspetti immateriali, etici ed estetici, del sapere. In realt\u00e0 ormai da vent\u2019anni, con la legge sull\u2019autonomia, il ministero ha dato alle singole scuole la possibilit\u00e0 di intervenire nella concretezza delle situazioni reali, e di colmare lo iato sempre pi\u00f9 evidente tra il sistema scolastica e il bisogno educativo delle nuove generazioni. Diciamoci la verit\u00e0: la scuola italiana ha fatto largamente finta di non capire, lasciandosi scivolare addosso la richiesta di cambiamento con decadente pigrizia, salvo poi piagnucolare per la perdita di credibilit\u00e0 sociale del sistema e delle persone che ci lavorano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La legge 107 ha dato una brusca scossa. Il lavoro per competenze, l\u2019attenzione alle ricadute lavorative degli apprendimenti, la didattica laboratoriale, la spinta alle certificazioni, l\u2019introduzione del curriculum dello studente, le discipline opzionali che rispondono a bisogni sinora inascoltati sono stimoli da cogliere appieno per restituire alla scuola il ruolo imprescindibile di formazione per cui esiste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 mio intendimento sfruttare ogni piega delle opportunit\u00e0 che la legge ci consente, costruendo pian piano nei ragazzi la consapevolezza dell\u2019importanza e dell\u2019<em>utilit\u00e0 d<\/em>elle cose che si fanno. Certo al Vittorini il compito non \u00e8 facile: la dotazione della scuola \u00e8 stupefacentemente carente, e i laboratori che ci sono restano largamente sottoutilizzati. Sono problemi da risolvere rapidamente, con l\u2019utilizzo dei fondi europei e con la sollecitazione ai docenti ad avvalersi con maggiore costanza degli strumenti della scuola e delle metodologie di insegnamento pi\u00f9 avanzate. Un diritto degli studenti, che gli studenti devono imparare a difendere con forza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa \u00e8 la scuola che mi piacerebbe vedere: come nei college anglosassoni, non luoghi dai quali non si vede l\u2019ora di fuggire ma luoghi nei quali i ragazzi chiedano di restare per tutta la giornata, perch\u00e9 l\u00e0 possono realizzare le loro passioni, fare sport, ricerca, studiare, fare musica, teatro, cinema, laboratori. Con la coscienza che solo la scuola pu\u00f2 mettere assieme tutte queste splendide opportunit\u00e0 che fanno bella la vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Che tipo di rapporto vorrebbe avere con gli alunni, gli insegnanti<\/strong> <strong>e i collaboratori scolastici<\/strong>?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un rapporto amichevole e cordiale, naturalmente. Ricordo sempre l\u2019apologo di Menenio Agrippa che ci ricorda come nessun organismo funziona se le singole parti non cooperano insieme\u00a0 per l\u2019unico fine. Ma aldil\u00e0 di questo, penso che la scuola sia l\u2019ambiente in cui personale e studenti trascorrono buona parte della vita, ed \u00e8 indispensabile che la qualit\u00e0 delle nostre giornate sia alta, gradevole, crei benessere e voglia di starci; non solo perch\u00e9 cos\u00ec il funzionamento del sistema \u00e8 pi\u00f9 garantito ma perch\u00e9 c\u2019\u00e8 un valore assoluto dell\u2019essere umano di vivere con serenit\u00e0 e gratificazione il suo tempo e il suo lavoro. Certo perch\u00e9 ci\u00f2 succeda \u00e8 necessario darsi e rispettare alcune regole; e il ruolo del preside \u00e8 ricordarle e vegliare perch\u00e9 vengano applicate. E capisco come questo ruolo possa a volte renderlo antipatico. Dato questo fondamento per\u00f2, la scuola che voglio \u00e8 una comunit\u00e0 serena, dove ciascuno possa trovare il proprio spazio, rivendicare il diritto ad esser capito e a fare ci\u00f2 che di buono il proprio genio accorda, regalando a tutti la bellezza e la soddisfazione di vivere esperienze irripetibili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io sono per\u00f2 convinto che il benessere dipenda anche dal contesto in cui si vive: ci sar\u00e0 una ragione per cui i giovani che vivono a Scampia sperimentano un disagio maggiore rispetto a quelli che vivono in una citt\u00e0 scandinava. La cura dei locali scolastici mi d\u00e0 molta preoccupazione: ho visto bagni nelle tre sedi da non dormirci la notte. Non vi si pu\u00f2 chiedere di crescere civili e rispettosi del bene pubblico, addirittura amanti della bellezza, se poi vi si manda in bagni tanto squallidi e degradati. Non c\u2019\u00e8 dubbio che bisogna concentrare le poche risorse che man mano avremo per restituire dignit\u00e0 ai nostri locali; contemporaneamente cureremo \u00a0anche la gradevolezza degli ambienti, che devono essere puliti, profumati, con spazi verdi, salottini in cui sedersi e discutere, i corridoi resi allegri dalle facce allegre e colorate dei ragazzi. Ci vorranno un paio d\u2019anni ma ce la faremo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Che cosa intende introdurre dal punto di vista tecnologico per potenziare l\u2019apprendimento generale e per quello delle lingue straniere?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho gi\u00e0 detto come le metodologie laboratoriali abbiano da tempo mandato in soffitta le vecchie lezioni frontali fatte in aula con la lavagna. Naturalmente la dotazione di LIM \u00e8 essenziale e i ritardi maturati dalla scuola devono essere colmati rapidissimamente. Per\u00f2 ormai \u00e8 persino anacronistico parlare di laboratori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La frontiera delle classi 2.0 \u00e8 ormai raggiunta e gli imminenti bandi PON devono essere con decisione indirizzati verso questo obiettivo. Tra pochi anni le classi lavoreranno quasi esclusivamente sui supporti informatici e ciascun alunno sar\u00e0 a scuola con il suo tablet. Il Vittorini non rester\u00e0 indietro in questo percorso. Certo, ci sar\u00e0 anche un problema enorme di formazione dei docenti alle nuove metodologie ma in questa scuola sto conoscendo professori di grande livello, di intelligenza acuta e duttile, disposti a scommettersi nel cammino di aggiornamento che i tempi ci impongono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto alle certificazioni linguistiche e anche informatiche non \u00e8 pi\u00f9 tempo di scherzare. Il mondo non chiede pi\u00f9 conoscenza delle lingue e del computer ma competenze certificate. E da quest\u2019anno gli studenti dovranno compilare il <em>Curriculum Vitae <\/em>nel quale verranno registrate le competenze disciplinari raggiunte a scuola, ma anche le attivit\u00e0 di alternanza scuola lavoro, le discipline opzionali frequentate, le certificazioni di lingua ed ECDL raggiunte. Per questo abbiamo tanto insistito sulla necessit\u00e0 di introdurre il lettore madrelingua nelle classi, che avr\u00e0 il compito di curare in maniera specifica l\u2019esame di certificazione. E per questo, a partire dal pentamestre, un docente di potenziamento inizier\u00e0 la preparazione per gli studenti che vorranno conseguire la patente informatica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Alcuni alunni sentono il bisogno di uno psicologo a scuola. Potrebbe essere stabilmente presente nella nostra scuola questa figura?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">la figura dello psicologo e la consulenza di uno sportello CIC \u00e8 necessaria nelle scuole superiori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho gi\u00e0 dato mandato ai referenti alla Salute di verificare la disponibilit\u00e0 dell\u2019ASL locale per un servizio settimanale nelle sedi della scuola. Nel caso in cui non fosse possibile usufruire di una figura dell\u2019ASL, verificheremo la disponibilit\u00e0 delle associazioni di volontariato locale. Speriamo di trovare in questa maniera figure disposte a rendere questo servizio alla scuola. In ultima istanza, resterebbe la possibilit\u00e0 di un professionista pagato dalla scuola; ma qui entreremmo nel campo minato degli esperti esterni pagabili solo col contributo degli alunni e dovremmo di nuovo dire che col contributo esiguo di trenta euro, che per giunta molti non pagano, la scuola non pu\u00f2 fare fronte a tante legittime richieste che pure \u00a0vengono da alunni e famiglie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Come ha intenzione di risolvere il problema dei riscaldamenti?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Diciamo la verit\u00e0, il problema dei riscaldamenti non \u00e8 al momento risolvibile con i fondi della scuola. L\u2019impianto di riscaldamento a gasolio del polivalente presenta dei guasti strutturali che abbisognerebbero di interventi dai costi onerosi. Lo stesso si pu\u00f2 dire della sede di Francofonte. Stiamo pagando in maniera pesante l\u2019irresponsabilit\u00e0 politica di chi ha frettolosamente chiuso l\u2019ente provinciale, cui era demandata la manutenzione delle scuole superiori, senza individuare altri enti cui spostare l\u2019amministrazione dei fondi. Senza dire che ormai la Provincia di Siracusa rifiuta persino il pagamento del gasolio. Perci\u00f2 l\u2019unica via percorribile sta nell\u2019installazione di climatizzatori, che avrebbero anche il beneficio di rinfrescare le aule nei caldi mesi primaverili; ma non \u00e8 una soluzione facile.\u00a0 Date le condizioni, la scuola ha tre strade: o distrarre qualche economia dai fondi di funzionamento statali, comprando un paio di climatizzatori l\u2019anno, ma sarebbe un cammino lungo un decennio; o cercare qualche sponsor che intervenga con atti di munificenza a scuola, ma considerato il territorio e il periodo di crisi anche questo appare un percorso impervio e lungo; o, infine, chiedere ad alunni e famiglie di farsi carico della situazione, con piccole contribuzioni di solidariet\u00e0 che mettano in condizione di risolvere rapidamente il problema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0E\u2019 la strada che stiamo percorrendo; e vedo dei segnali che mi danno fiducia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quali sono i vantaggi e gli svantaggi dell\u2019attuale scuola italiana?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi verrebbe da dire che il vero vantaggio della scuola italiana \u00e8 di partecipare alle politiche dell\u2019Unione Europea; questo ci costringe ogni tanto a scrollarci dal torpore e ad andare avanti. A volte mi viene da pensare alla nostra scuola come alla Sicilia raccontata dal principe di Lampedusa: una vecchia centenaria sulla sedia e rotelle portata all\u2019Esposizione Universale, che di tutto sembra interessarsi e accendersi ma che alla fine vuole solo dormire. I vantaggi della scuola italiana sono il riflesso degli svantaggi. Siamo un paese troppo vecchio, con troppa tradizione e troppa cultura. Ci\u00f2 che per altri \u00e8 faticosa acquisizione per noi \u00e8 quotidianit\u00e0. Passeggiamo tra le pietre di Siracusa e Leontinoi e respiriamo l\u2019armonia della classicit\u00e0, facciamo fotografie per le vie di Noto e Ortigia sfruttando con naturalezza le scenografie del barocco, ci perdiamo nelle sofisticherie di tante discussioni senza sapere di ripetere il Gorgia di cui andiamo tanto fieri, entriamo nelle pagine della poesia italiana sapendo che senza il nostro Jacopo non ci sarebbe stata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 questo il terreno su cui si muove la scuola in Italia,\u00a0 troppo immersa nella cultura e nella tradizione pi\u00f9 alta per non illudersi tante volte che il sapere non \u00e8 dato, non \u00e8 ripetere gli stessi riti, non \u00e8 conservare ci\u00f2 che abbiamo ereditato ma \u00e8 cercare vie nuove, sperimentare, popperianamente falsificare ci\u00f2 in cui crediamo, smontando per metodo ci\u00f2 che abbiamo alla ricerca di equilibri sempre nuovi e sempre da ridiscutere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Per concludere, le chiediamo quale augurio si sente di rivolgere a tutto il personale e agli alunni della scuola?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io voglio augurare a ciascuno si trovi a vivere il Vittorini, perch\u00e9 vi studia o perche vi lavora, di trovare\u00a0 un ambiente che spalanchi la propria via, di cittadino pienamente protagonista della societ\u00e0 che c\u2019\u00e8 e che sar\u00e0 da venire, e di essere umano, con il suo diritto alla felicit\u00e0 e alla piena realizzazione dei suoi talenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grazie<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quale istituto ha frequentato e qual era il suo rapporto con la scuola? 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