Rassegna Stampa

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Corso metodologia tinkering

Istituto Superiore Vittorini Gorgia, sempre attento verso le innovazioni metodologiche e didattiche, ha organizzato e svolto, per i docenti, il corso di formazione per l’approfondimento della metodologia tinkering*, che si è svolto nei giorni 15 e 17 dicembre.

La professoressa Marinella Cimino, referente dell’Area dei servizi ai docenti, nonché responsabile del Portfolio e piano di formazione dei docenti, spiega: «Il tinkering è considerato, negli ambienti educativi e a livello internazionale, un approccio innovativo ed è menzionato dal Piano Nazionale Scuola Digitale come uno strumento importante sia per lo sviluppo delle competenze del XXI secolo sia per agevolare l’apprendimento. Lo sguardo formativo dei docenti è rivolto verso il futuro che è già presente, pertanto intendiamo offrire sempre nuove opportunità di innovazione al fine di creare un ambiente educativo e istruttivo che consenta ai nostri studenti di consolidare apprendimenti e competenze utili a proseguire con successo nello studio e nel mondo del lavoro, verso cui sono diretti».

Il corso è stato tenuto dal Prof. Carmelo Distefano, docente di matematica e fisica, ha anche collaborato con le Università di Palermo e Catania per progetti di didattica delle discipline scientifiche; è autore di pubblicazioni su metodologie didattiche innovative e sull’uso del digitale a scuola; nell’ambito del Piano Nazionale Scuola Digitale, è stato selezionato dal Ministero dell’Istruzione quale componente delle Équipe Formative Territoriali. Due i pomeriggi formativi, la prima lezione si è svolta in presenza e la seconda in modalità online.

«Tinkering è un termine inglese che vuol dire letteralmente “armeggiare, adoperarsi, darsi da fare –  chiarisce il Prof. Distefano –  Il tinkering viene oramai considerato, negli ambienti educativi a livello internazionale, un approccio innovativo per l’educazione alle STEM. Si parla di tinkering come di una forma di apprendimento informale in cui si impara facendo, anche attraverso materiale di riuso. L’alunno è incoraggiato a sperimentare, e a provare strategie di risoluzione dei problemi. Inoltre le attività sono presentate agli studenti sotto forma di gioco o sfida e vanno svolte in piccoli gruppo. Ciò consente di attuare altri stili educativi come il peer to peer, le cooperative learning, e soprattutto favorisce l’inclusività Le principali attività che si possono proporre consistono nel costruire o decomporre oggetti, progettare esplorare materiali o elementi meccanici».

La metodologia tinkering, dunque contribuisce a promuovere e sviluppare le soft skills, le abilità personali, lo spirito di collaborazione sollecitato dal lavoro in squadra, per cui il prodotto finale è il frutto del contributo di tutti, ciascuno secondo le sue capacità. In questo modo, nessuno resta escluso dal lavoro e ciascuno si sente parte di una comunità.

«Il compito della scuola – puntualizza il prof. Distefano – non può essere ridotto a trasmettere cultura (conoscenze) perché il suo scopo è anche dare una formazione professionale, competenze». Le competenze si acquisiscono imparando facendo. Per comprendere meglio il concetto si utilizza la metafora della spirale di Resnick (foto 1). La novità risiede che l’errore è un’opportunità di confronto, di miglioramento e il focus è il viaggio e non la meta.

 

In questo contesto il compito dell’insegnante è guidare gli studenti verso la scoperta, progettare le occasioni di apprendimento e soprattutto inserire in un contesto più ampio, immerso nella dimensione ludica della scoperta e della gratificazione immediata, gli obiettivi e i contenuti interdisciplinari. La metodologia tinkering infatti mette in gioco tutte le discipline.

«Qual è la vera sfida? – conclude il prof. Distefano – la vera sfida è cambiare il modo di fare scuola per fare amare lo studio».

Il corso si conclude con una simulazione utilizzando la piattaforma ScribaEpub cui hanno accesso i docenti corsisti.

Il dirigente scolastico promotore dell’innovazione metodologica e fautore del cambiamento didattico in direzione dell’avanguardia educativa, rivolge ai docenti il suo accorato invito: «Cogliamo la sfida dell’innovazione didattica al fine di offrire ai nostri studenti nuovi spazi, anche mentali e di pensiero, così da essere fautori di uno studio attivo e dinamico, che possa rendere ogni studente protagonista e autore del suo sapere».

La formazione è gratuita ed è stata rivolta a tutti i docenti, in quanto la nuova metodologia presentata sarà alla base delle prove parallele previste nel secondo quadrimestre.

Il tinkering* si basa sul costruttivismo (Piaget) e sul costruzionismo (Papert) sull’idea che quindi la costruzione del sapere è sempre frutto di una mediazione tra chi impara e l’oggetto della conoscenza; in particolare nel costruzionismo il processo di apprendimento avviene appunto costruendo un oggetto reale (tinkering) o virtuale (coding). In altre parole il tinkering è un laboratorio, un ambiente, un metodo, un modo di sperimentare la scienza e la tecnologia attraverso attività di costruzione che valorizzano la creatività, l’indagine e l’esplorazione basandosi sulle capacità e le conoscenze di ciascuno. Un approccio che oggi rappresenta la frontiera dei metodi dell’educazione informale. (tecnicadellascuola)

 

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