Giustizia, libertà, dignità: voci di donne per l’8 marzo.
Giorno 13 marzo 2026, l’auditorium del polivalente dell’IS Gorgia Vittorini Moncada, si è riempito lentamente, come accade nei momenti importanti: un brusio lieve, passi che cercano posto, le prime file sempre vuote, almeno nel momento iniziale. Poi la voce fuori campo ha invitato al silenzio, le luci si sono abbassate e il primo video ha aperto una finestra emotiva che ha catturato tutti. Così è iniziato l’incontro “Giustizia, libertà, dignità: voci di donne per l’8 marzo”.
La Prof.ssa Maria Fortuna Scavo, referente per la legalità dell’Istituto, ha accolto i convenuti con un saluto che ha subito dato il tono della mattinata: un momento riflessivo, di necessario approfondimento, perchè l’8 marzo non è la festa delle donne ma la celebrazione di una ricorrenza internazionale che non ha niente di goliardico.
Presenti in auditorium: la vicepreside Prof.ssa Caterina Battiato, che ha portato il saluto istituzionale suo e del Dirigente Scolastico Prof. Vincenzo Pappalardo, le studentesse e gli studenti accompagnati dai docenti, il Comandante della Stazione dei Carabinieri di Lentini Luogotenente Silvio Puglisi. L’introduzione tematica ha ricordato che l’8 marzo non è una mera ricorrenza da calendario, ma un promemoria e un ponte tra passato, presente e futuro. Un invito a guardare con lucidità ciò che ancora ostacola la piena libertà delle donne: stereotipi, violenze, disuguaglianze che attraversano la società e che la scuola ha il dovere di nominare, comprendere, contrastare.
Dopo una breve presentazione animata, realizzata dalla studentessa Alice Bimbi della classe 4°E, le magistrate Giuliana Catalano e Violetta Leonardi, hanno preso la parola. Le loro voci hanno portato in sala la concretezza del lavoro quotidiano nei tribunali: storie difficili, decisioni delicate, la fatica e la determinazione di chi opera per proteggere chi, con voce tanto flebile quanto determinata, chiede aiuto. Non è stato un intervento “frontale”, ma un dialogo vivo, capace di mostrare come la giustizia non sia un concetto astratto, bensì un impegno quotidiano fatto di ascolto, procedure, scelte.
Uno dei momenti più intensi è arrivato con le riflessioni condivise dalle studentesse e dagli studenti, anche in forma di lettere. Hanno raccontato di loro Jennifer Sambasile di 4°AM, un’alunna della classe 3°BM, Irene Nipitella di 4°AM; ancora, la classe 4°FM che ha svolto un intervento corale: l’intera classe ha raggiunto il palco per espimere la propria rifessione, infine lo studente Giovanni Falcone di 4°AM, voce maschile volta alla promozione della parità di genere. Lo spazio delle classi è stato introdotto dalle docenti Silvia Calabrese e Gabriella Franco che in qualche caso hanno prestato la loro voce ai messaggi perché gli studenti, coinvolti emotivamente, hanno scelto di affidare ai docenti la lettura per non lasciare trapelare la propria commozione. Testi sinceri, a volte duri, a volte pieni di speranza, che hanno mostrato quanto i ragazzi sappiano guardare il mondo con profondità quando viene data loro la possibilità di farlo. Le risposte delle magistrate hanno intrecciato competenza e umanità, restituendo ai ragazzi la sensazione di essere ascoltati davvero. Un passaggio fondamentale è stato costituito dell’approfondimento tecnico sulle procedure di tutela: dalla segnalazione all’allontanamento, fino al braccialetto elettronico. Un linguaggio chiaro, accessibile, che ha permesso agli studenti di comprendere come funziona la protezione delle vittime e quali strumenti offre oggi l’ordinamento. L’intervento del Comandante dei Carabinieri Silvio Puglisi ha offerto un quadro chiaro e approfondito delle procedure di accoglienza, raccolta e presa in carico delle vittime, illustrando il percorso che le forze dell’ordine attivano nei casi di denuncia. Nel corso dell’incontro sono stati inoltre chiariti diversi comportamenti che, pur essendo talvolta percepiti come “normali” o privi di conseguenze, costituiscono a tutti gli effetti reati. Particolare attenzione è stata dedicata al fenomeno della diffusione non consensuale di immagini intime, un comportamento purtroppo molto diffuso tra i più giovani e spesso sottovalutato nelle sue implicazioni legali e psicologiche.
Il collegamento con la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, ha ampliato la cornice: due date che non restano isolate, ma dialogano tra loro per costruire la cultura della responsabilità e della consapevolezza. Le professoresse Silvia Calabrese e Lucilla Fisicaro hanno introdotto due video realizzati dagli studenti per partecipare al concorso #Tirissino organizzato dall’Ufficio Scolastico Ambito Territoriale X di Siracusa, lo scorso 25 novembre. Brevi, intensi, capaci di trasformare emozioni e riflessioni in immagini. È stato un momento di grande partecipazione: la sala ha guardato, ascoltato, respirato insieme.
Un finale che è un inizio. Nelle conclusioni, la prof.ssa Maria Fortuna Scavo ha raccolto le fila della mattinata: la forza delle testimonianze, la responsabilità della scuola, il ruolo delle istituzioni, la necessità di continuare a educare alla libertà, alla parità e al rispetto. I ringraziamenti finali hanno abbracciato tutti: le autorità, le magistrate, il Dirigente Scolastico Prof. Vincenzo Pappalardo, la vicepreside Prof.ssa Caterina Battiato, la DSGA Dott. Maria Adagio, le docenti coinvolte nell’organizzazione ovvero tutto il team della legalità dell’Istituto, le docenti Maria Fortuna Scavo, Daniela Addamo, Silvia Calabrese, Lucilla Fisicaro, Gabriella Franco, il personale ATA: i signori Gianfranco Tuzza, dell’ufficio tecnico, il signor Giuseppe Addamo, le signore Silvana Maddalena, Natascia Franco e soprattutto le studentesse e gli studenti con i loro docenti, protagonisti di un percorso che non si esaurisce in un giorno.
L’evento si è chiuso con un applauso lungo e consapevole. Un 8 marzo che ha lasciato nei partecipanti qualcosa che continuerà a lavorare dentro ciascuno.








